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Alcune riflessioni e condivisioni riguardo i rigurgiti antisemiti verificatisi in questi ultimi mesi in Europa e in Italia
(rav Luciano Meir Caro)

Quando furono promulgate le Leggi Razziali in Italia (NdR: nel 1938), abbiamo pensato (noi ebrei) che fosse qualcosa di passeggero, poi c'era questo concetto dei Savoia. I Savoia sono la dinastia del Re, dobbiamo molto a loro, per esempio l'emancipazione degli ebrei. Poi c'era la presenza del Papa. Ma no, qui c'è il Papa, basta che il Papa vada in piazza San Pietro e dica una parola e si ferma tutto ecc. Non è successo niente di tutto questo. Questo ha causato poi anche una notevole percentuale di suicidi tra gli ebrei, non tanto per disperazione quanto per delusione. Cioè aver recepito che questa Italia sulla quale noi contavamo come nostra madre quasi preferita, ci aveva tradito.
Eravamo intrisi di italianità, e la corrente che percorreva le comunità ebraiche era, sto per dire una sciocchezza ma è questo che si pensava, noi siamo i veri italiani. I veri italiani siamo noi, tutti gli altri sono una accozzaglia di gente che vengono dai longobardi, dagli etruschi, ecc. ecc. ma noi siamo presenti qua sul territorio da duemila anni, questa è la nostra patria. Pensate alle statistiche della prima guerra mondiale e anche delle guerre risorgimentali. Intanto nella prima guerra mondiale i morti in guerra in occasione di operazioni volontarie, tra gli ebrei erano enormemente superiori statisticamente ai non ebrei. Pensavamo proprio che l'Italia era la nostra patria. Il recepire questo che noi pensavamo che fosse la nostra patria, ci ha tradito, è stato veramente un colpo. Non abbiamo capito. Ora non è che si stanno ripetendo le stesse situazioni, lungi da me pensarlo, però ci sono dei sintomi che non sono assolutamente incoraggianti.
Pensavamo anche dopo la shoà, ormai chi va a pensare più a una qualunque forma di discriminazione, adesso si è trasformato tutto, fino a qualche mese fa si parlava male non degli ebrei ma di Israele. Era un modo per nascondersi dietro a certi sentimenti. Adesso si sta parlando più chiaramente. E questo lo vediamo in Europa, ma ci sono alcuni sintomi anche in Italia e questa cosa non è incoraggiante. Tenete conto di questo fatto che l'antisemitismo, è stato osservato, è il termometro che misura il livello di civiltà di una nazione, di un popolo. Nel senso che si comincia a parlar male degli ebrei poi si passa ad altre minoranze.
E quindi questo non è incoraggiante. Adesso per noi le cose vanno un pochino meglio direi, nel senso che adesso c'è lo Stato di Israele, qualunque cosa succeda ce ne andiamo lì. Perlomeno se dovremo morire, moriremo combattendo, cercando di difenderci. Cosa che non potevamo fare prima. Ma le nostre società fanno acqua e non c'è una sensibilità da parte delle persone perbene di reagire fortemente, ma non per difendere gli ebrei, ma per difendere il concetto. Le minoranze sono il sale della società, qualcosa che dà sapore.
Non voglio fare osservazioni sulle elezioni che sono avvenute in Italia, un marasma che non si capisce bene cosa vogliano o cosa non vogliano. Ma siamo in un periodo in cui c'è, lasciatemelo dire, una certa forma di pessimismo. Se le cose non cambiano, io non so dove potremo andare a finire. L'Europa è un continente ormai vecchio, "antico" suggerisce la Mariangela Baroncelli, non è antico è vecchio ribadisce il rabbino, antico è una bella cosa. Vecchio nel senso che non ci sono più parametri. Abbiamo, questo è il mio punto di vista, abbiamo demolito tutti quei valori che esistevano, valori che magari facevano acqua, però non li abbiamo sostituiti con niente. C'erano dei principi, il principio della religione, della patria, del dovere, adesso niente, non c'è più niente. Non esiste più un limite preciso tra il permesso e il proibito, ma sì è tutto permesso, la libertà.
La libertà intesa in senso negativo. E mi fa pensare questo, scusate l'osservazione o lo sfogo con voi, a certe affermazioni dell'antica tradizione ebraica che sosteneva, che si domandavano. Sapete che abbiamo questo pallino dell'attesa del Messia. Verrà il Messia, ma non inteso come persona ma come un periodo storico in cui ci sarà una palingenesi della società e dell'umanità in cui troveremo la strada giusta ecc. e determinate fonti antiche sostengono che ... quando verrà il Messia? E la risposta che viene qualche volta proposta è: quando avremo toccato il fondo. Commento dal pubblico: ci siamo vicini.
Quando? E ci danno degli esempi. Quando si celebreranno matrimoni tra persone dello stesso sesso e tra persone e animali. Non voglio dare dei giudizi morali, no, ma a un certo momento si perde il senso della realtà. Quando i giovani non avranno nessun rispetto della generazione precedente e non esisterà più quello che si chiama il rispetto dei genitori, dei nonni, degli insegnanti, ... Leggo i giornali, non c'è giorno in cui non ci sia qualche ragazzino che picchia l'insegnante, ma io non so. Ai miei tempi, non dico che fosse la quint'essenza del bene, ma nei confronti dell'insegnante ci deve essere rispetto, un timore. E succedeva questo. Se io andavo a casa da scuola e dicevo il mio insegnante mi ha rimproverato, i miei genitori tenevano per l'insegnante. Adesso no, è il contrario. Sta succedendo questo ed è considerato normale, è la normalità. La Mariangela Baroncelli dice che sono casi isolati, non sono tanto isolati ribatte il rabbino, quello che mi spaventa non è che succedano, è la reazione che manca. Non guardo al singolo caso, un genitore va a menare un insegnante tra l'altro perché la figlia gli ha detto che l'insegnante l'aveva picchiata e poi non era vero. L'aveva trattata male, l'aveva rimproverata, i genitori invece di dare due sberle alla figlia ... è andato a scuola e s'è fatto vendetta per conto suo.
Ma questo può capitare, quello che mi spaventa è la mancanza di reazione nella gente. Fanno un sorriso e finisce così. Il concetto di furto non c'è più, al massimo quando qualcuno fa qualche cosa che non deve fare la moda è: aveva dei problemi psichici. Non esistono più i terroristi, un terrorista è un tale che aveva dei problemi psichici, poveretto, e quindi bisogna aver pazienza. Bisogna capirlo, è colpa della società. Ragazzi bisogna che ci svegliamo noi, ecco, non è che i valori che c'erano prima fossero tutti perfetti, ma perlomeno c'era un qualcosa al quale riferirsi, oggi non c'è più. Detto questo. Commento dal pubblico: ciò che è stato può succedere di nuovo, ciò che è successo può succedere di nuovo. Sicuramente.
Non vorrei che si verificasse quell'espressione detta ironicamente dalle nostre fonti: quando le cose andranno malissimo, vuol dire che le cose cambieranno in meglio. Vanno talmente male che non possono che cambiare in meglio. Questa cosa ha avuto anche delle ripercussioni di carattere storico. Mi pare che ne abbiamo già parlato.
Vi ricordate l'episodio del falso messia Sabbathai Zevi (NdR: 1626-1676 )? Siamo nel Seicento, a un certo momento nasce un personaggio il quale, forse un po' matto anche lui, ha dichiarato io sono il Messia. E adesso cambio le cose, e la gente cioè gli ebrei erano talmente desiderosi che le cose cambiassero che una gran parte degli ebrei, quelli meno preparati, gli hanno creduto. E lo hanno seguito, anche con dei cambiamenti nella società, perché molti ebrei pensavano, parlo del bacino del Mediterraneo e anche in Italia, se viene il Messia ci sarà la riunione degli ebrei a Gerusalemme. E questo avverrà miracolosamente, andiamo a dormire a Milano e ci sveglieremo tutti nella Gerusalemme celeste.

E, pensando a questo, hanno abbandonato il loro lavoro, le loro occupazioni tanto ormai cambia completamente tutto, e hanno sovvertito anche l'economia e il modo di pensare. E molti vi hanno creduto. Poi il Sultano, siamo in Turchia, si è scocciato di questa cosa, non sul piano religioso ma sul piano dei disordini sociali che si stavano verificando e anche una parte dei cristiani e dei mussulmani cominciavano a crederci, ha chiamato questo signore e gli ha detto, senti io non voglio più sopportare le tue predicazioni o ti converti all'Islam o io ti faccio fuori. E lui si è convertito. Il Sultano non lo ha fatto fuori se no creava un martire, e lo ha mandato in un monastero a occuparsi di manoscritti ecc. è finito.
Ma la gente era talmente vogliosa di un cambiamento che molti hanno pensato: non era lui quello che si è convertito. E' stata tutta una messa in scena, lui si è messo in attesa di tempi migliori in cui potesse veramente ripresentarsi e quello che si è convertito davanti al Sultano è una controfigura. Ma lui è da qualche parte, ed è nato il movimento dei sabbatiani che c'è ancora adesso, eh, ci sono ancora nel mondo qualche centinaia di persone, in Turchia, in Anatolia e qualcuno persino in Israele, qualche decina di persone che sostengono stiamo aspettando la resurrezione di questo Sabbathai Zevi. Per illusione, chi vuol credere a qualcosa poi ci crede, anche se sia vera o non è vera.
Ma l'aspetto tragico e ridicolo è stato che all'inizio del Settecento in Polonia è nata l'eresia dei frankisti si chiamano, non so se ne avete sentito parlare. Che un certo Frank, un certo Josef Frank (NdR: Jacob Frank 1726-1791) ha cominciato a predicare nell'Europa orientale, io sono un discendente di Sabbathai Zevi . Lo diceva in modo un po' contorto, non era chiaro se diceva di essere un discendente o di essere lui, son ritornato fuori. E si è circondato di una corte di pseudo amici e si sono dati da fare. In questo senso, dico una cosa da neuro delirio, lui l'ha detta e gli hanno creduto. I tempi non sono ancora pronti per l'avvento del Messia perché c'è corruzione nel mondo ma non abbastanza. Io mi do da fare per creare nel mondo un livello di “porcherie” ancora più basso in modo da sollecitare l'avvento di questi tempi migliori. E si faceva dare dei quattrini dagli ebrei ma poi ha coinvolto anche dei cristiani, si faceva dare dei quattrini per fare del male. Violenza ai bambini, violenza alle donne, furti, ma lo faccio per voi. Per aumentare il livello di immoralità nel mondo così si scateneranno le forze del bene. Ha cercato di coinvolgere anche la Chiesa perché anche molti cristiani cominciavano a crederci nell'Europa orientale. Qualcuno pensava Non ha delle idee mica tanto sbagliate ... Le autorità ebraiche l'hanno estromesso dalla comunità e allora lui si è rivolto all'autorità cattolica, al clero cattolico pensando mi converto e propongo queste cose. Il clero polacco non gli ha creduto, gli ha detto senti lascia perdere, lasciaci lavorare ragazzino.
E' durata per un bel po' questa roba, no, sua figlia poi ha continuato. Poi naturalmente la cosa è morta. Non vorrei che questa ricerca del male soprattutto quando non c'è reazione della parte sana della società, ci portasse a delle conseguenze sicuramente negative.


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