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Purità e impurità nella Bibbia
(Rav Luciano Caro)


Questo argomento è particolarmente difficile e inesplicabile; anzi per molti aspetti incomprensibile. Queste cose a noi occidentali oggi dicono molto poco, ma presumibilmente, quando furono enunciate, due, tremila, tremilacinquecento anni fa, erano molto più chiare per la gente; dico questo anche perché il testo sacro fa largo uso di questi termini e concetti. Noi abbiamo perso molti elementi culturali, per cui ci troviamo di fronte a tanti punti interrogativi.
Il primo punto interrogativo è quello della traduzione. Noi traduciamo, per pigrizia, certi termini del testo biblico ebraico, in modo inesatto, tanto che a volte viene a travisare addirittura il vero significato dei termini. E' il caso dei due termini che a noi interessano riguardo a questo argomento e cioè "impuro" - tamé e "puro" - tahòr. Questa è una traduzione sbagliata, perché, quando dico "impuro" o "puro", immediatamente scatta nella mia mente il concetto che "impuro" vuol dire una cosa sporca, negativa, mentre "puro" evoca qualcosa di giusto, corretto, accettabile. Ma le cose non stanno così, perché i concetti che i termini ebraici vogliono esprimere sono molto lontani da ciò.
Vi ho detto prima i termini come aggettivi, cioè "puro" e "impuro", ma si parla anche di "impurità" - tumhà e di "purità" - taharà, sempre in contrasto tra loro.
Cos'è, allora, l'impurità? E' la mancanza di purità. Di solito il testo biblico parte dal presupposto che tutto quello che esiste è tahòr, cioè "puro". A meno che un elemento abbia contatto con determinate cose o sostanze che lo fa diventare impuro.
Quindi ci sono delle cose pure e delle cose impure. Ma è indispensabile togliersi dalla testa che puro corrisponde a positivo e buono e impuro, viceversa, a cattivo e sporco.
Come in italiano, quando dico freddo o caldo, voglio esprimere semplicemente due diversi stati della materia e non voglio dare un giudizio morale. E' solo che la materia può trovarsi in uno dei due stati e non vuol dire che uno sia migliore o peggiore dell'altro.
O se dico che una cosa è chiara e una scura, do solo una definizione di quello che i nostri sensi percepiscono, ma non vuol dire che una sia positiva e l'altra negativa.
Non c'è dubbio che dietro a queste cose che la Bibbia ci dice, che per noi sono ora incomprensibili, c'era tutto un mondo pregresso, fatto di tradizioni, di conoscenze, di miti, che provenivano da un mondo più antico. Non pensate che il testo biblico sia stato enunciato sul vuoto; cioè non è che Mosè è arrivato di punto in bianco e ha cominciato a dare a Israele i comandamenti, le mitzvot, ecc.; ma certamente c'erano stati già secoli e millenni di cultura umana, di modi di vivere, considerati riprovevoli o lodevoli. La Bibbia non è altro che lo sviluppo di una cultura, che aveva delle radici antichissime e diversificate secondo i vari luoghi. Pensate agli Indiani, i giapponesi, i cinesi, gli indiani d'America, ecc.; non siamo noi occidentali gli unici portatori della cultura.
Orbene esistevano già dei concetti antichi, penetrati nella mentalità della gente. Nel mondo semitico interviene la Bibbia, che viene a completare oppure a riformare oppure ad accettare.
Vorrei che questo fosse chiaro. Quando la Bibbia è stata enunciata, c'erano dei modi di pensare  che la Bibbia ritiene assolutamente innocui e positivi e perciò su queste cose la Bibbia non entra, non ce n'è bisogno. Ma c'erano anche dei modi di pensare o vivere assolutamente negativi; qui la Bibbia interviene e dice "no" e qualche volte arriva a comminare anche la pena di morte. Certe cose sono assolutamente da non fare. Altre, invece, sono considerate di per sé non negative, ma bisognose di piccole o grandi modifiche. Non dimenticate che il semita e successivamente l'ebreo, avevano alle spalle secoli di culture che si erano conservate nella loro mentalità. Vi faccio un esempio. Se cercate nella Bibbia una definizione del matrimonio, non la trovate. Non siamo stati noi a inventare il matrimonio, ma è un'istituzione già esistente. La Bibbia però non entra nelle modalità del matrimonio, quasi a dire che come si sposavano allora andava benissimo. Intuiamo qua e là che il matrimonio avveniva con grandi festeggiamenti, ma questo è ovvio.
Invece ci sono altri elementi che la Bibbia condanna assolutamente, come per es. i sacrifici umani. Era un uso molto diffuso nel mondo antico, che prendeva le mosse dal concetto idolatrico politeistico, in cui si pensava che le varie divinità, che avevano tutti i difetti dell'uomo, fossero gelose dell'uomo, per cui era necessario ingraziarsi queste forze naturali o divinità, perché non facessero del male. Il sacrificio umano, di un figlio in particolare, assumeva il significato di placare la divinità.
Per la Bibbia chi compiva un sacrificio umano era degno di morte.
Altre cose, invece, vengono come lasciate a metà, cioè non proibite del tutto, ma modificate. Faccio l'esempio del divorzio, che era sicuramente praticato e la Bibbia, ancora una volta, non entra nelle modalità. Solo, però, regola e disciplina alcuni aspetti, per non lasciarli al libero arbitrio.
Bene, su tutto questo argomento si innesta il discorso della purità e della impurità.
Il testo biblico afferma che tutto quello che esiste è nello stato di purità, a meno che abbia dei contatti con certi tipi di elementi. E qui inizia il difficile. Perché non riusciamo a capire cosa abbiano questi elementi di negativo o che entra in contrasto.
E, se tutta la creazione è buona, come mai ci sono delle cose che danno l'impurità? E' la domanda atroce del testo biblico. I nostri maestri dicono che anche le cose negative sono finalizzate al bene e fanno parte dell'economia dell'universo, nel senso che se non ci fossero le pulsioni negative, si parla in particolare dell'uomo, non ci sarebbe nessuno sviluppo di nessun genere. Tutto quello che l'uomo fa, anche di bene, lo fa perché spinto da desideri che non sempre sono così positivi.
I nostri maestri, con un linguaggio un po' colorito, ma pregnante, dicono che se non ci fosse l'istinto del male, non ci sarebbe il lavoro. Noi facciamo qualcosa, perché cerchiamo di avere quello che non abbiamo, o di avere più degli altri; se non fosse così, ce ne staremmo tutto il giorno con le mani in mano. E perché si fanno i figli? Per questa pulsione di carattere sessuale che noi abbiamo. Non ci fosse questo, che cosa spingerebbe la gente a far dei figli?
Allora, quali sono le cose che danno l'impurità? La prima cosa è il cadavere umano, che dà l'impurità per contagio, ma anche per vicinanza sotto uno stesso tetto. Faccio un esempio. Immaginiamo: noi ci troviamo tutti qui, in questa stanza e siamo in uno stato di purità - il che, ripeto, non vuol dire che siamo tutti belli e santi; ma, se ci fosse un cadavere in questa stanza, tutti noi e anche tutte le cose qui contenute, diventeremmo impuri, perché investiti da questo elemento. E questa impurità che abbiamo noi e anche gli oggetti, si trasmette per contagio a tutto il resto; se io esco di qua e tocco qualcosa, anche quello diventa impuro.
Ci sono altri elementi che danno l'impurità: per es. determinate malattie cutanee. Noi, traducendo male il testo sacro, diciamo che si tratta di lebbra, ma non è così. Alcune di queste manifestazioni cutanee si possono definire, ma altre no, perché la descrizione che dà il testo sacro non corrisponde certamente ai canoni della dermatologia.
Chi ha queste malattie è impuro e trasmette l'impurità alle persone e alle cose che tocca.
Anche il flusso sanguigno femminile porta impurità; quando una donna è mestruata, lei è impura e qualunque cosa tocca diventa impuro.
Anche il seme genitale maschile trasmette l'impurità. Quando un tale ha delle secrezioni è impuro e trasmette impurità a quanto tocca.
Qual è l'elemento che congiunge tutte queste cose: il cadavere, le malattie della pelle, il flusso della donna e l'emissione dell'uomo?
Anche alcuni rettili e i cadaveri degli animali danno impurità; ma l'impurità che trasmette l'animale morto è meno grave di quella trasmessa dall'uomo.
Cosa cambia essere puri o impuri? Niente. Il Testo biblico dice, però, che chi si occupa del culto nel santuario, quindi la casta sacerdotale, quando compie il rituale, deve essere in stato di purità rituale.
Anche tutti gli ebrei, che, per es. durante la festa di Pasqua offrono l'agnello, devono essere in stato di purità.
E chi fosse diventato impuro per aver toccato qualcosa, come fa a riconseguire la purità? Il testo che spiega tutta la procedura per fare questo, è di una difficoltà estrema; lo si legge e non si capisce nulla, tanto che rimaniamo esterrefatti. Però, attenzione. Se io leggo questo passo e, nonostante gli approfondimenti, gli studi, ecc. io dico: "Non l'ho capito", vuol dire che il mio atteggiamento è serio; se invece giudico il testo e lo ritengo una cavolata - e se ho questa idea per un brano, vuol dire che dentro di me ammetto che anche tutto il resto della Bibbia può essere su questo piano - allora vuol dire che il mio atteggiamento religioso non è retto e corretto.
Ma per tornare al discorso del recupero della purità: a seconda della gravità o non gravità del livello di impurità, ci sono delle differenze nel rituale.
Prima di tutto ci sono diversità di tempo. Può essere necessario un giorno, tre giorni, una settimana o due settimane o qualche volta 40 giorni e addirittura 80 giorno, prima di poter riavere la purità.
Un altro elemento è il lavarsi, il cambiarsi vestiti e una procedura molto complicata, che coinvolge una vacca rossa. E qui è davvero difficile.
Il testo biblico dice che bisogna cercare una mucca perfetta, senza difetti fisici, che non sia mai stata utilizzata dall'uomo in nessun uomo, né per il latte, né per il lavoro nei campi; neanche se mi fossi appoggiato su di lei per un momento, o se anche solo io vi avessi appoggiato sopra un fazzoletto, la mucca non sarebbe più adatta a questo scopo. Quindi ci rendiamo ben conto della difficoltà di trovare una mucca così! Inoltre questa mucca deve essere completamente rossa, di colore uniforme. Se avesse anche solo due peli non rossi, non sarebbe adatta. In natura non esiste una cosa così!
Ma nel caso la si trovasse, deve essere uccisa, bruciata; poi si prende la cenere del suo corpo e la si versa nell'acqua; a questo punto un sacerdote provvede a purificare quello che era diventato impuro e vuole recuperare la sua purità. Prima lascia passare i giorni necessari, poi fa il bagno, si cambia i vestiti, va dal sacerdote, che, intinto un rametto di issopo nell'acqua con le ceneri della giovenca, lo spruzza e così la persona viene purificata.
Ma c'è un ulteriore problema. Colui che compie il cerimoniale diventa puro, ma il sacerdote che ha fatto tutta la procedura diventa impuro, quasi come se ci fosse un passaggio di impurità dall'uomo al sacerdote.
Vi rendete conto di quanto sia incomprensibile tutto ciò, o di quanto possa essere considerato stolto e senza senso? Oggi questa cosa è assolutamente inapplicabile, anche perché il completamento della procedura deve essere fatto da una persona in stato di purità e una tale persona oggi non esiste.
I nostri maestri dicono che la mucca rossa era un vero regalo di Dio; quando Dio voleva gratificare qualcuno per il suo buon comportamento, gli faceva nascere una mucca rossa nel suo armento. Sempre in modo paradossale di racconta una storia.
C'era un tale, non ebreo, famoso per il rispetto verso i suoi genitori, tanto che andava al di là del semplice rispetto. Questo tale era un personaggio importante, che ricopriva un'alta carica; ma sua madre, essendo un po' matta, tutte le volte che lo vedeva, lo insultava; ma lui, invece di arrabbiarsi, continuava a manifestarle segni di affetto e di massimo rispetto, tanto che, quando la madre si toglieva le scarpe per buttargliele addosso, lui le raccoglieva e gliele rimetteva nei piedi. Il Signore Dio, per premiarlo di questo, gli ha fatto nascere una bella mucca rossa, che lui ha potuto vendere ai suoi concittadini ebrei.
Ho dimenticato di dirvi un'altra cosa. Anche quando una donna partorisce, diventa impura ritualmente. E questa impurità ha una durata nel tempo, come dice il testo biblico, che è di 40 giorni successivi alla nascita, se il figlio è maschio e 80 giorni, se è una femmina. Davanti a queste cose davvero rimaniamo spiazzati. Cosa c'è mai, in questi elementi, per cui io debba fare tutto un rituale di purificazione?
Alla base di tutto ci può essere la morte. Il morto, il sangue mestruale che rappresenta una mancanza di vita, e lo stesso per lo sperma maschile possono essere tutti elementi accomunati dalla mancanza di vita. Ma le malattie della pelle, che fra l'altro non sono neanche gravi, cosa hanno a che fare con la morte?
E quando si tratta di cose? Anche i liquidi, agli alimenti, le stoffe, la pelle, le case possono essere impuri. Il testo dice che se un tale si accorge che in casa sua compaiono nel muro delle macchie, tipo muffe, deve chiamare il sacerdote esperto, perché sia decretato se c'è impurità o no. Nel caso che ci sia impurità, la casa va abbattuta. Ancora il testo dice che è consigliabile che la persona, prima di chiamare il sacerdote, tolga di casa tutte le cose importanti che ha, perché nel caso di impurità, possa salvare le sue cose. Infatti l'impurità deriva dalla dichiarazione del sacerdote. Non è un problema di contagio, ma di dichiarazione. Davvero non riusciamo a capire; tanto più che i nostri maestri dicono che non sia mai avvenuta una cosa del genere.
Inoltre dicono che ci sono dei passi nella Bibbia, che non hanno applicazione pratica, ma ci vengono proposti per insegnarci a studiare. Se io studio una cosa, che ha un'applicazione, io lo faccio per utilità; se studio una cosa che non esiste, lo studio è fine a se stesso, quindi faccio semplicemente un esercizio di studio, che poi mi aiuterà a studiare altre cose.
Quindi, per tornare al nostro problema dell'impurità, che sembra legata, in qualche modo, al pericolo della morte, possiamo dire che davvero per l'essere umano vedere qualcuno o qualcosa morire, può essere uno stimolo che lo porta verso il nichilismo e gli fa nascere delle domande. Se veramente dopo la vita si muore, cosa serve stare al mondo? E perché, nella mia vita, devo comportarmi in un certo modo e non in un altro, se poi moriamo tutti allo stesso modo. Forse c'è proprio questo di impuro: il fatto che il contatto con la morte ci porta a una sottovalutazione della vita.
Un altro elemento vorrei dirvi.
Riguardo a certe malattie cutanee i nostri maestri dicono che sono lo specchio della maldicenza. Se ti viene una malattia cutanea, vuol dire che ti sei reso responsabile di maldicenza verso qualcuno. Chi fa maldicenza, dice e non dice allo stesso modo. Allora, se tu hai detto nascostamente certe cose nei confronti di qualcuno, la malattia della tua pelle porta alla luce qualcosa di brutto, di negativo, che hai dentro.
Qual è l'impurità collegata col parto? Visto che in questo caso invece di essere in un ambito di morte, siamo proprio nel pieno della vita. Un passo della Bibbia dice che la donna che partorisce deve portare un sacrificio di espiazione. Ma che peccato ha fatto, partorendo? I nostri maestri dicono che può essere che la donna, mentre partorisce e sta soffrendo, pensa o dice delle cose cattive, o contro il marito, o contro Dio addirittura. Qualcuno dice invece che c'è un elemento molto più profondo e cioè che la donna deve portare un sacrificio di espiazione in segno di umiltà, perché, quando partorisce, le interviene, più o meno, un senso di onnipotenza, come se, dando la vita a un figlio, si sentisse come Dio e quindi ha bisogno di ridimensionarsi.
Tutto quello che vi ho detto può essere assolutamente il contrario di quello che ho detto, perché tra le cose che danno l'impurità rituale ci sono anche delle cose che dovrebbero essere considerate le più sacre di tutte. Per es. si dice che chi tocca un testo sacro, scritto in forma originale, questo tocca impure le sue mano; ha toccato una cosa che non doveva toccare.
Sapete che a un certo momento è sorta tutta una discussione teologica su quali libri dovessero entrare nel canone della Bibbia e quali no; si diceva, allora, che i testi sacri erano quelli che rendevano impure le mani. Se tu tocchi un testo e non succede niente, vuol dire che non è un testo sacro; ma se lo tocchi e diventi impuro, allora è un testo sacro. Ma questo non si vede dall'esterno, lo sa lui e ha l'obbligo morale di dirlo.
Viene proprio da chiedersi cos'abbia mai di negativo un testo sacro. Posso capire se si parla del sangue mestruale, che potrebbe avere un cattivo odore, ecc.; ma quando entriamo nel campo dei testi sacri, davvero non si comprende da dove possa derivare l'impurità.
Vedete?, l'impurità vuol dire avere un contatto con un qualcosa che è diverso dal nostro mondo.
Comunque tutta la normativa sulla purità e impurità per noi ebrei è decaduta, dal momento in cui non c'è più stato il tempio. Anche perché per ripristinare la purità rituale ci vorrebbe un sacerdote in stato di purità, ma anche questo non esiste più.
Io vi ho parlato di quello che scaturisce dal testo biblico giuridico e dalla normativa ebraica, ma successivamente nella letteratura profetica si è costituita un'analogia con delle cose che sono veramente impure, come ad es. l'idolatria, la prostituzione.


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